Festa della Tonnara

La festa della Tonnara affonda le sue radici nel lontano 27 giugno del 1407, quando il re Martino donava in feudum al principe di San Piero Patti, don Berengario Orioles, il tratto di mare denominato “Sancti Georgii”, dalla punta Fetente al vallone Salik (Saliceto), per calare la tonnara, palamitara e altro. In onore di questo evento ogni anno nel mese di giugno si celebra questa festa organizzando diverse attività che ricordano le tradizioni e la storia dell’antica Tonnara.

Si comincia con un percorso tra le vie del paese, soffermandosi sui resti dell’antica Tonnara, tra cui ancore, barche, palascarmi e utensili del tempo, spiegandone l’uso e la storia. Nella piazza del paese, nel lungomare e nei vicoli, San Giorgio conserva i pezzi di un puzzle che compongono le sue radici. La tappa finale culmina con l’ingresso nella Tonnara, immaginando le attività e le tradizioni dell’epoca grazie ai racconti dei pescatori tramandati negli anni. L’evento dà anche un’importante possibilità per riflettere sui benefici del pesce azzurro, studiati da esperti nel settore. A conclusione del nostro viaggio nella storia, in compagnia di canti, balli e tanta allegria, sarà possibile degustare, con prodotti tipici del nostro borgo, la bontà del nostro mare, meraviglioso agli occhi e al palato.

Carnevale Gioiosano

La prima edizione del Carnevale di Gioiosa Marea risale al 1950.  Esso rappresenta un momento di svago e divertimento per i cittadini ed è molto conosciuto anche nei dintorni per la bellezza dei carri allegorici che sfilano per le principali vie del paese. A dare il via al Carnevale è la giornata della “Racchia”, un gruppo spontaneo di musicanti vestiti in modo stravagante che coinvolgono a suon di musica e colori il paese. Segue la giornata del Murgo, considerata la maschera tradizionale del luogo. La storia di questo personaggio arriva dal sud America: nel secondo dopoguerra il Capitano Turi Zampino, di ritorno dall’Argentina, importò questa usanza da cui nasce l’identità del carnevale gioiosano. Ispirandosi alla Murga argentina – orchestra che intratteneva i cittadini con danze popolari tipiche del luogo – ideò un personaggio con frac e cilindro che danza mentre suona il violino. Il personaggio, infatti, rappresenta il capo di una piccola orchestrina di strada coloratissima e bizzarra che canta e balla per le vie del paese, rallegrando la giornata di festa. Il Murgo è diventata così la maschera rappresentativa del paese, ma anche il nome di una specialità gastronomica, un primo piatto che si ispira ai colori del Murgo: rosso, bianco e nero. Nel piatto creato da chef puramente siciliani, infatti, si possono gustare le linguine intrise di nero di seppia accompagnate da un sugo di pomodoro, il tutto arricchito dal gusto singolare del finocchietto selvatico e altri sapori e profumi della Sicilia.                              Il clima festoso è accompagnato da bande musicali, spettacoli, concerti e giochi per grandi e piccini. Infine, l’ultima giornata del carnevale si svolge nella frazione di San Giorgio, dove all’allegria e alle danze si abbina, per tradizione, la degustazione dei maccheroni.

Festa della  mietitura

Organizzata dall’associazione culturale “La Spiga”, la festa della mietitura è un viaggio nelle tradizioni e nei lavori di un tempo nel mondo dell’agricoltura. Inizialmente è prevista la visita di un piccolo museo che mostra gli oggetti e gli utensili dell’epoca, come la falce e il maglio. Nel corso di questa giornata è possibile apprendere tutte le varie fasi che portano alla preparazione del pane: da una spiegazione orale in cui si parla dei processi di lavorazione del grano – dalla semina alla trebbiatura – si passa alla parte pratica in cui è possibile assistere alla mietitura e, successivamente, con dei veri e propri laboratori alla lavorazione del pane. A contorno di queste attività, vi sono giochi, canti e balli antichi, nonché gare di dolci che tutti i presenti potranno gustare.                                                                                                                                                                                                                                                                    La festa continua anche nei mesi successivi passando alla trebbiatura e, infine, alla degustazione dei prodotti.

Gioiosa Gustosa

“Gioiosa Gustosa” è una festa dedicata – come si evince dal nome stesso – ai gusti tipici del nostro territorio: maestri del settore espongono le loro specialità e prelibatezze in un percorso gastronomico di sapori, frutto della loro arte culinaria. Tra le piazze e le vie di Gioiosa Marea entra in scena una manifestazione dedicata al cibo di qualità e ai presìdi Slow Food, in cui potrete conoscere direttamente i produttori e assaporare una varietà di prodotti locali legati alle tradizioni del territorio e attente all’ambiente. L’obiettivo della manifestazione è quello di valorizzare i prodotti artigianali e i sapori tradizionali dei Nebrodi, il tutto accompagnato da allegria e buona musica.

Ottava di Pasqua

L’Ottava di Pasqua è una festa che ricorda l’esodo degli abitanti dal monte Meliuso a “Ciappe” di Tono, l’odierna Gioiosa Marea. A seguito di carestie e terremoti, infatti, gli abitanti di Gioiosa Guardia furono costretti ad abbandonare le proprie case e i propri terreni. Nel 1797 iniziarono il trasferimento e, esattamente otto giorni dopo Pasqua, portarono con loro il simulacro del Santo Patrono, San Nicola di Bari. Insieme a questo portarono altre due statue dei santi protettori: la Madonna delle Grazie e San Giuseppe. Da allora, ogni anno nel lunedì successivo alla Domenica in Albis, si celebra una processione in cui si portano i tre simulacri per le vie del paese, ma solo il protettore – San Nicola – arriva fino al ponte di Zappardino; da qui la statua si volgerà in direzione della sua antica locazione, il Monte di Gioiosa Guardia, in segno di protezione e, successivamente, verrà rivolta verso il mare. Si conclude ritornando per le vie del paese in direzione della Chiesa madre.

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